Categoria: In un Battito di Ciglia

IN UN BATTITO DI CIGLIA i racconti dei premi letterari

E’ disponibile su Amazon il nuovo libro: “IN UN BATTITO DI CIGLIA – I racconti dei premi letterari”

Una antologia thriller-noir con quindici racconti che rappresentano il meglio di dieci anni della mia narrativa breve. Quindici racconti scritti per Premi Letterari, antologie o riviste, la maggior parte ha vinto o ricevuto menzioni a livello nazionale.

Non avrei mai pensato di riunirli in un’antologia se non fosse stato per una particolarissima combinazione di eventi. Questi eventi sono narrati in controluce nel brano finale, che per questa ragione dà il titolo alla raccolta. Non svelo altro. Il senso di tutto si scoprirà solo alla fine, come in ogni buon giallo che si rispetti.

Il nuovo libro è disponibile sullo store Amazon in formato Kindle e cartaceo con spedizione immediata.

 

La misura del giro (quello vero)

CircoloRun

“Rubens osserva il grande ovale del parco. In quel momento gli sembra una metafora della vita. Correre in tondo, un giro dietro l’altro. Questo è il senso. Anche se non sai qual è la misura del giro che ti aspetta.”

LA MISURA DEL GIRO, il mio racconto per l’antologia NERO PER N9VE che verrà presentata in anteprima Domenica 11 al Salone del Libro di Torino  e martedì 20 maggio (ore 18:30) alla Feltrinelli di Verona prende ispirazione da un luogo reale, noto come “Il Circolo” e ben conosciuto in tutto il vicentino. E’ il parco che vedete nella mappa qui sopra, un ovale di erba circondato da ippocastani secolari e da una pista di ghiaino che corre tutto attorno. Anche la foto per la copertina di NON TI SVEGLIARE è stata scattata lì, ma quella è tutta un’altra storia.

LA MISURA DEL GIRO inizia con il protagonista (il “mio” avvocato penalista Rubens Gatto) che entra nel parco, dopo un lungo periodo di assenza forzata da quel luogo. Ha un paio di scarpe da corsa nuove, comprate d’impulso e deve prendere una decisione terribile. Giro dopo giro una serie di flashback ricostruiscono la vicenda che lo ha portato fin lì, una terrificante storia di amore e sangue. Inizia così:

“Ecco, è dentro le sue Gelkaiano. Chiude l’auto e infila le chiavi nella tasca dei pantaloncini, quella dietro con la zip, dove non danno fastidio quando ti muovi. Srotola il cavo delle cuffiette e richiama l’App sullo smartphone. La massa degli alberi si staglia innanzi a lui, incombente come un cumulonembo, le fronde immobili contro un cielo latteo di afa. Da lì il mormorio delle cicale è un ringhio minaccioso, carico di una ferocia che sembra tentare di dissuaderlo. Osserva il display del telefono, il battito lampeggia in rosso, su valori doppi rispetto a quelli che può reggere il suo cuore. Si inumidisce un dito, lo passa sotto la fascia cardio e sistema l’elastico sul petto. Il battito sparisce, ritorna, si assesta su un valore da quarantenne quasi in forma. Bene. Attende davanti alle strisce pedonali che qualcuno si decida a farlo passare. Stridio di freni, ringrazia con un cenno, attraversa e arriva al cancello color ruggine, aperto come sempre. Passa sotto un piccolo architrave triangolare, gli ricorda il timpano di un tempio greco. Una reminiscenza che arriva da chissà dove, forse dal liceo, sì storia dell’arte con quella professoressa e i suoi foulard multicolori. Mille anni prima, ma lo trova appropriato. È l’ingresso a un luogo a suo modo consacrato. Un posto dove tornare in contatto con l’essenza delle cose. Faticare sotto il sole, non pensare a nulla, lasciarsi alle spalle il resto.
E ripensare ai propri errori.”

L’idea del racconto mi è venuta proprio correndo. E ieri sera ho messo ai piedi le mie Gelkaiano 16, ho richiamato l’App Sports-Tracker sul mio smartphone e ho fatto esattamente come Rubens. A dire il vero sono un po’ più lento, ma se lui riesce a stare sotto i 4 minuti a giro, è solo per mera finzione narrativa…

“IL COLORE DEL GIOCO” – racconto per DISEQUITALIA

Il Colore del gioco

Racconto scritto nel 2012 per l’antologia “Disequitalia” di CIESSE Edizioni.

E’ scritto su due livelli, una tecnica narrativa che come sapete mi affascina, con da una parte dei flashback che ripercorrono la storia dei protagonisti e dall’altro l’azione investigativa di Rubens Gatto e Celestino Maculan (già attori in NON TI SVEGLIARE, ma è questa l’unica concessione all’immaginazione narrativa) che cercano di dipanare il rebus di un fatto di sangue.

Scritto come un giallo, ma è un racconto insolitamente duro, veloce, senza vie d’uscita. Ispirato ad un fatto reale di cronaca, nell’Italia in crisi profonda di oggi.


UPDATE: questo racconto è inserito nell’antologia IN UN BATTITO DI CIGLIA – i racconti dei premi letterari

Ray Bradbury: L’astronave è ripartita (racconto)

Ray Bradbury

Sul numero di Settembre, ora in edicola, de “Il Basso Vicentino“, il più diffuso ed autorevole mensile della provincia di Vicenza è stato pubblicato un mio racconto. E’ stato scritto di getto il giorno in cui è mancato Ray Bradbury ed è un personalissimo e struggente ricordo di uno degli autori che mi hanno formato, da ragazzo.

Inizia così:

“Ray Bradbury se ne è andato”, sento la notizia dalla TV lasciata accesa per caso e grido. In casa c’è già abbastanza trambusto, stiamo uscendo per una delle recite scolastiche di fine anno e come al solito è tardi. Mia moglie scende dalle scale chiedendo: “E adesso cosa succede?”, i figli interrompono la loro frenesia e mi guardano preoccupati.
“E’ morto Ray Bradbury”, dico. Mi fissano tutti senza capire.
“Ray Bradbury!” insisto “Fahreneit 451, Cronache Marziane, …”. Silenzio, poi Elisa dall’alto dei suoi sedici anni fa spallucce e risponde “Sì, sì, papà, va bene…” e tutti tornano rapidi ai loro preparativi.

“Ray Bradbury” ripeto tra me. Mi accorgo che lo pronuncio in modo diverso dal colto mezzobusto del TG. Io lo dico come l’ho imparato da ragazzo: “Rei-bred-bari“, all’italiana, di chi non ha ancora parlato inglese con gli inglesi. Spengo la TV, raccolgo la telecamera, cerco le chiavi della macchina, abbaio ai figli di sbrigarsi. Che ne sanno loro, mi dico. Come possono capire, sono troppo giovani: nove, dodici, sedici anni… Inserisco l’allarme, chiudo a tre mandate la porta di casa. No, un momento, Francesco a ottobre fa dieci anni e Nicola ormai ne ha tredici e quand’è che io ho letto per la prima volta Ray Bradbury? Ritorno indietro con la memoria. E’ un attimo. Mi blocco con la mano sulla portiera dell’auto, ora ricordo. La copertina, con la parte superiore di un rosso accesissimo e la scritta “FAHRENEIT 451” che fluttua sopra la figura di un libro spalancato. La metà inferiore del libro è bruciata e la sua silhouette richiama una fenice in volo sopra una città.  Ricordo quando l’ho letto e ricordo esattamente dove l’ho comprato, con i miei soldi, quelli della mia paghetta. Ne sento il profumo, di quell’Oscar Fantascienza Mondadori. Ne sento la consistenza in mano. Ne sento il fruscio delle pagine. Ne sento il mondo interno pulsare, sussurrare il mio nome e invitarmi ad entrare. E’ un tuffo al cuore. Rei-bred-bari. Da dentro l’auto gesticolano e mi chiamano, è tardi, ora aspettano solo me.

[…continua]

Il resto, beh.. lo trovate su “il Basso Vicentino” di Settembre, cercatelo in edicola!Ciao Ray Bradbury

 

UPDATE: questo racconto è ora inserito nell’antologia IN UN BATTITO DI CIGLIA – i racconti dei premi letterari