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Il Vincitore Premio Letterario ALA 2018 è DOVE IO MAI

Vincitore Premio Letterario ALA

 

Dopo sei mesi di lavoro delle giurie, un numero incredibile di opere in concorso, una selezione durissima… è ufficiale: DOVE IO MAI è il Vincitore Premio Letterario Nazionale ALA 2018!

Il Premio ALA è uno dei più quotati Premi Letterari Italiani “indipendenti, rivolto alla valorizzazione di opere di grande qualità pubblicate in self publishing o da piccole case editrici. Organizzato dall’Associazione Liberi Autori, un’associazione culturale senza fini di lucro che ha come obiettivo la diffusione della lettura e della scrittura, l’edizione 2018 del Premio Letterario ALA era divisa in due categorie: Il Fascino del Racconto per narrativa breve inedita e Il Magnifico Lettore (dedicato a Maria Mazzarino) per narrativa edita. Ebbene sì, il Vincitore Premio Letterario ALA 2018 è proprio DOVE IO MAI!

La motivazione del premio

DOVE IO MAI è un thriller ben scritto e ben costruito, la cui trama regge con coerenza dall’inizio alla fine, con personaggi ben disegnati e credibili. Avvincente come un thriller deve essere, riesce, nonostante i suoi continui passaggi temporali, a non stancare il lettore che segue con pathos crescente due vicende apparentemente lontane ma in realtà accomunate tra loro.
Belle le descrizioni dell’estate di quattro ragazzini nel Veneto degli anni ’70, spaventati dal terremoto ma curiosi, ribelli, incoscienti come è giusto essere solo a quell’età. Molto efficaci anche le descrizioni e le atmosfere del Veneto di oggi, a partire da quella nebbia nella quale si perde Gianluca, evento da cui la storia ha inizio.
La narrazione solida e convincente lascia aperta nel finale la porta per altre puntate.

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Nicola Albi e Sara Soliman intervistano Stefano Visonà

In occasione della promozione ebook su Amazon un lungo articolo-intervista è apparso sul blog di Studio Aesse:

Stefano Visonà si inserisce, oramai, a pieno titolo nel panorama italiano del legal thriller. Con l’antologia “In un battito di ciglia” si presenta al pubblico con una serie di racconti scritti e menzionati nei concorsi di numerosi Premi Letterari nazionali.
Con piacere lo abbiamo intervistato per cercare di carpire alcune particolarità del suo stile e della sua passione per la scrittura.

1) In questa antologia sono raccolti il meglio di 10 anni di narrativa breve. Sei affezionato a qualche racconto in particolare?

Beh, sono affezionato a tutti a dire il vero. Ognuno ha rappresentato per me qualcosa di importante, sia per la fatica e il lavoro che vi ho dedicato, sia per quello che di me vi è finito dentro. Certo, ce ne sono alcuni magari venuti meglio di altri, ma… come posso scegliere?
Mi verrebbe da dire “Freddo”, il primo, visto che è quello che ha dato il via al mio percorso di scrittore. Se non avesse vinto al primo colpo forse non sarei nemmeno qui. Però anche “Centosette” che attraverso un numero parla di dolore (e il tema del concorso era il vino…), o “Parole calibro .22”, che parte da una foto fatta a mio figlio che dorme rannicchiato. E “Utopia a termine” no? E anche “Il bicchiere della staffa”, “Il fine ultimo dell’amore”, “Il segno di S.H.”, “Fan tutti il proprio dovere”, “Il destino dell’acqua”, “L’astronave è ripartita”, “Il colore del gioco”, “Il sorriso di Lucio”, “Paura d’amore”, “In un battito di ciglia”.
Ecco, vedi, è finita che li ho elencati tutti.

2) In un “Il segno di S.H. delinei i personaggi che poi utilizzerai per il legal thriller “Non ti svegliare”. È un chiaro omaggio a Conan Doyle?

Sì, è un racconto scritto per un concorso indetto dalla rivista “Sherlock Holmes”. L’idea di intrigava e poiché avevo già iniziato a lavorare alla trama di NON TI SVEGLIARE provai a delineare bene quelli che poi sarebbero diventati i due protagonisti del romanzo: l’avvocato Rubens Gatto e l’investigatore privato Celestino Maculan. Usai anche lo stesso luogo di ambientazione da cui sarebbe partita poi la narrazione di NON TI SVEGLIARE e la tecnica di scrittura a due livelli che avevo in mente per il romanzo. Il bello del racconto è che nel testo c’è tutto un gioco di sottili riferimenti a Conan Doyle, piccole citazioni sparse come indizi… un enigma nell’enigma, per stare in tema.

3) Spiegaci la tecnica di scrittura a due livelli?.

La tecnica di per sé è molto semplice: raccontare la stessa storia da due punti di vista diversi o attraverso due piani temporali diversi. Il difficile è farla venir bene, e non perdersi scrivendola (e non far perdere poi il lettore). Il racconto citato prima ne è un esempio, tutto sommato semplice, la narrazione avviene alternativamente attraverso gli occhi di Rubens Gatto e un io narrante che lo vede arrivare sul luogo del delitto. In NON TI SVEGLIARE e DOVE IO MAI la tecnica è più raffinata e complessa, assumendo una profondità anche temporale.

4) “Fan tutti il proprio dovere” racconto tagliente e intenso dove, sei riuscito a costruire un thriller su un tema importante. Parlacene brevemente.

Avevo letto di un concorso dove i vincitori sarebbero stati premiati al Salone del Libro di Torino. La cosa mi intrigò da subito, il Salone era per me una specie di mito assoluto, la Luna che guardi da bambino dalla tua cameretta e sogni di raggiungere un giorno da grande. Oltretutto NON TI SVEGLIARE era ormai a buon punto e volevo iniziare a prendere contatto con il mondo dell’editoria. Solo che il tema del concorso era “Donna d’impresa”, ma non è che mi “ispirasse” più di tanto. Scrivo bene quando il tema mi coinvolge, quando la storia mi trascina con sé e sento di avere qualcosa di mio da dire. Non avevo proprio niente da dire su una donna d’impresa. Dopo giorni di vuoto decisi di usare come protagonista una donna-imprenditrice (in modo da rispettare formalmente il bando), ma prendere di petto un tema del tutto diverso: la violenza famigliare. Ne è venuta fuori una storia che sbaragliò tutti e andai raggiante al mio primo Salone del Libro da autore.

5) Hai altri racconti in cantiere, o progetti futuri che riguardino la narrativa breve??
Dopo “Il Destino dell’Acqua” avevo deciso di chiudere con i concorsi e la narrativa breve e dedicarmi solo a romanzi “veri”. I Premi Letterari sono un po’ fini a se stessi. Sono come pasticcini, ti deliziano per un attimo, ma non saziano. E i racconti non interessano a nessuno, gli editori li snobbano, la gente magari li legge, ma non li considera “vera letteratura”. Nonostante avessi deciso di smettere, ne ho scritti ancora, per riviste o antologie. D’altronde, il primo amore è difficile da scordare. Quindi, giuro, non ho più intenzione di scrivere racconti brevi, però…

Questi sono solo alcuni approfondimenti che ci possono aiutare a comprendere meglio la poliedrica personalità, di scrittura e caratteriale, di Stefano Visonà.
Noi dello Studio AEsse Communication ci promettiamo di rivederlo, in aprile 2018, al Festival Letterario e del Libro di Soave con il suo nuovo romanzo giallo “Dove io mai”.

Nicola Albi e Sara Soliman

Un legal thriller perfetto – la recensione di Giallomania

legal_thriller_2014 Arriva in questi giorni di fine anno la recensione del legal thriller Italiano NON TI SVEGLIARE da parte di GIALLOMANIA, attivissima e autorevole associazione culturale, nota tra le altre cose per l’organizzazione del “Lomellina in Giallo”.

Di seguito trovate la parte più saliente del giudizio di Paola Badi, la recensione completa è disponibile sul sito di Giallomania.

“Ansia. Inizia così il legal thriller di Stefano Visonà, fin dalla prima riga della prima pagina per poi finire con il terrore. Buio. In una mattina di nebbia fittissima accade un incidente stradale, un uomo rimane gravemente ferito e poi il buio. Alle 22:00 arriva una telefonata al pronto intervento, i paramedici arrivati sul luogo, dovranno gestire una macabra scoperta. Questo è solo l’inizio del romanzo, inizia così l’indagine dell’avvocato Rubens Gatto. Sarà un’indagine complessa, si dovrà partire dall’inizio, dagli “inutili anni ottanta”. Sarà un lungo viaggio intervallato da capitoli che grazie alla tecnica del flash back alternano il passato con il presente. Un viaggio durissimo, un risveglio di incubi, di segreti non detti e di scoperte terribili, dove nessuno ne uscirà indenne. Un salto nell’abisso profondo che li metterà a dura prova con le loro coscienze. Uno stile di scrittura ineccepibile, una descrizione dei luoghi cinematografica con i personaggi molto ben caratterizzati. Un legal thriller perfetto. Viene da paragonarlo a quelli di John Grisham. Molto minuzioso sia nelle parti legali che in quelle mediche. Una scrittura scorrevole che riesce tenere alta la tensione fino alla fine del romanzo.” -Paola Badi, GIALLOMANIA.

 

UPDATE 2017: purtroppo Giallomania dopo innumerevoli attività di promozione della letteratura gialla, thriller e noir (tra cui 4 edizioni Lomellina in Giallo) ha chiuso battenti e sito. Un vero peccato, una perdita per tutti gli appassionati del genere e per la Cultura in generale.

E’ stato un privilegio conoscervi e fare un pezzettino di strada assieme.

Un legal thriller avvincente e mozzafiato – GLI AMANTI DEI LIBRI

La  recensione di “GLI AMANTI DEI LIBRI”

Non ti svegliare è un legal thriller avvincente e mozzafiato ambientato nella bassa vicentina, dove la nebbia nasconde le città avvolgendole per giorni e giorni. Protagonista è un avvocato, Rubens Gatto, che nelle indagini non si arrende agli eventi e si affida al suo intuito. La storia parte lentamente, è quasi ovvia, ma il lettore di gialli e di thriller sa che niente è mai scontato. Infatti l’autore ha miscelato sapientemente le ambientazioni, i dialoghi e le trame nascondendo con grande cura ed eleganza gli indizi della vicenda. Così, dopo una partenza in sordina, la trama prende ritmo:  il lettore per tre quarti del libro rimane ad osservare i protagonisti in attesa che la nebbia si diradi e che, lentamente, tutto converga verso quel punto di fuga intravisto e immaginato ma mai pienamente delineato, finché tutto precipita in una girandola di eventi.

Il racconto è affascinante, l’atmosfera avvolgente: un omicidio, un incidente e le indagini dell’avvocato Rubens si intrecciano con una vecchia storia di amicizia tra adolescenti. E’ il gioco dei ricordi che traccia un ritratto tenero ma anche impietoso di un’intera generazione e ne racconta illusioni e disillusioni, fallimenti e rinascite. “La memoria è una cosa strana. Da una parte dimentichi parole o fatti appena avvenuti, dall’altra ci sono ricordi che ti accompagnano per tutta la vita. Piccoli momenti insignificanti che con il tempo porti a far coincidere con tutta un’età. E’ lì che la mente torna quando la lasci andare”(pag.54). Lo racconta una voce in una stanza spoglia, una voce che chiede al magistrato di poter narrare tutto dal principio: “Inizia prima. Nei primi ottanta. Gli inutili anni ottanta”(pag.89). Così, i ricordi lacerano i cuori ed invadono con forza il presente con una urgenza indomabile di sapere, difendersi e poi fermare quella follia distruttiva uscita dal buio.

L’intreccio, interessante e non banale, è ben costruito e realizzato con bruschi cambi di prospettiva, di punti di vista e di significato che servono a confondere il lettore che ipotizza degli scenari magari sbagliando. I personaggi sono connotati con cura. L’ambientazione non è mai scontata. Gli elementi di medicina legale e le conoscenze forensi completano un affresco equilibrato ed affascinante, anche se eccessivamente tecnico in alcune parti, tanto da appesantire la lettura; anche le descrizioni e le divagazioni  a volte  troppo corpose rallentano il ritmo. Tuttavia Visonà ha saputo creare una miscela che tiene desta l’attenzione del lettore fino alla conclusione quando, proprio negli ultimi paragrafi, un bel colpo di scena inatteso scioglie tutti i dubbi e anche quel salto all’indietro che interrompeva la narrazione e che spesso risultava irritante acquista un senso. Il crescendo di tensione è ben architettato e soddisferà gli amanti del genere. Oltre alle pagine dei ricordi in corsivo, naturalmente più che motivate, all’improvviso e senza giustificazione, se ne incontrano alcune con caratteri di dimensione diversa: si capisce che in quei punti il libro pecca di un editing  poco curato.

 

 

Talmente intrigante che non dà tregua – CONTORNI DI NOIR

 

La recensione di Contorni di Noir: “Talmente intrigante che non dà tregua”

E’ uscita una recensione su Contorni di Noir, sito specializzato nel settore thriller-noir. Cosa dice di NON TI SVEGLIARE? Leggete di seguito (oppure direttamente su Contorni di Noir)

“Una donna apre gli occhi in una stanza buia. Non riesce a muoversi. Dov’è? È ancora dentro al sogno? Perché non riesce a svegliarsi? Un uomo riemerge dal nulla dopo tre settimane. È in una stanza di ospedale con un vuoto assoluto in testa. Che cosa è successo? Perché è completamente solo? Perché viene accusato del più orribile dei crimini? In parallelo, una voce in una stanza spoglia chiede al magistrato di poter narrare tutto dall’inizio. Dagli “inutili anni Ottanta”. Perché, dice, è lì che è cominciato tutto. Un avvocato troppo coinvolto dal passato per accettare l’evidente colpevolezza del proprio cliente; passo dopo passo percorre un’indagine difensiva inquietante, inseguendo una fantomatica scia di sangue celata nella nebbia della pianura veneta. Solo per arrivare a una sconvolgente verità.
Da molto non mi accadeva di leggere un thriller così avvincente. Stefano Visonà: autore a me sconosciuto- ho scoperto poi come questo fosse il suo primo romanzo – e trama assolutamente accattivante..
E’ un legal thriller, perché la vicenda è imperniata sulla difesa , da parte di un avvocato, in un caso quasi disperato: l’omicidio di una giovane donna, con l’osso del collo spezzato, da parte del marito. Tutte le prove sono contro di lui, schiaccianti.
Tutta l’opinione pubblica  rumoreggia nei confronti di quest’uomo ambizioso ed arrivista, che con il matrimonio aveva “appeso il cappello al chiodo”, come si suol dire.
Il tragico è che quest’uomo non si può difendere:nelle stesse ore è rimasto vittima di un grave incidente stradale, che gli ha fatto perdere del tutto la memoria, nel bene e nel male. Può solo disperarsi, per avere perso la moglie, per le accuse, per l’impotenza di cambiare il corso delle cose… e così si rivolge al vecchio amico Rubens, sua ultima speranza.
Contemporaneamente, si narra la storia di tre amici  , dall’infanzia ad oggi.
Uno è l’accusato, Luciano Chiomonte, “Scimmia”; un secondo è l’avvocato, Rubens Gatto, “Rubino”,che proprio in virtù dei vecchi tempi accetta questa difesa  senza speranze.  Poi c’è  Zeno, “Luce”, da tempo perso di vista , ed il misterioso Doctor Who, che ricorre in tutta la storia, ma che solo all’ultimo si scoprirà. Un romanzo che , più che scorrere, vola!
Abbastanza complesso, ma talmente intrigante che non dà tregua, né permette interruzioni.
C’è , a capitoli alterni, una storia nella storia, raccontata da un Io narrante, che spiega il perché  di tutto ciò che è accaduto; ma solo all’ultimo si capirà chi  stesse parlando!
Lo stile con cui la storia è scritta è ottimo. Frasi brevi  o brevissime. Citazioni   bene inserite nel contesto, che denotano profonda conoscenza  in molti campi. Capacità di tenere il lettore col fiato sospeso.  Trovate mai scontate. Tanti concetti profondi, che meritano una seconda e anche una  terza rilettura: io ho evidenziato alla grande! E non mi succede spesso.
La descrizione della provincia veneta, dei suo paesini, delle sue nebbie ( inquietanti), della sua gente, è magistrale. Conclusione: promosso a pieni voti.  E speriamo che Stefano Visonà ci diletti presto con un altro giallo di altrettanto valore. Amanti del legal-thriller: correte ad acquistarlo!

NON TI SVEGLIARE – Valutazione Giuria Premio Calvino

La Valutazione della Giuria XXIII Premio Calvino

Ho completato la prima stesura del romanzo poco prima del termine di scadenza per la partecipazione al XXIII Premio Calvino, il più importante premio letterario in Italia per autori inediti. Era un azzardo, perchè il Premio non è per narrativa “di genere” ed il testo necessitava effettivamente di un po’ di lavoro ancora,  ma i  riscontri dei primi lettori erano fin troppo positivi e volevo assolutamente un parere “professionale” e distaccato. L’ho spedito il giorno della scadenza del termine, il manoscritto portava ancora il titolo provvisorio di “Killgatto”.

La soddisfazione di essere tra i “testi segnalati” è stata grandissima, il risultato ha superato ogni mia aspettativa. Il lavoro di esame e valutazione dei testi in concorso è notoriamente assai accurato e rigoroso. Mi interessava la “Scheda di Lettura”, ovvero la recensione critica del testo che il Comitato di Lettura del premio avrebbe fatto, non pensavo di avere qualche chance di piazzamento: il Premio Calvino è per narrativa più “seria“, impegnata tradizionale, non esattamente per “legal thriller all’italiana”.

Ricevuta finalmente la scheda di Lettura ho cambiato il titolo in Non ti svegliare (Killgatto proprio non era piaciuto) ed ho lavorato a lungo (accettando anche i suggerimenti dei “primi lettori”) per migliorare il testo. In particolare, tutta la prima parte è stata riscritta, velocizzata e resa più piacevole ed incalzante. Sono state risolte inoltre quelle piccole ingenuità in cui ero incappato nella prima stesura.

Ma allora, cos’era scritto nella fantomatica Scheda di Lettura? Eccola, è scritta a più mani e ve la allego, è la prima recensione “ufficiale” del romanzo:

I Valutazione Premio Calvino

Non è sempre così facile dire perché un giallo ci sia piaciuto. Di rado ciò dipende dalla trama. Abbiamo letto troppe storie di persone uccise da qualcuno per qualche motivo per essere autenticamente sorpresi; siamo ormai dei poliziotti consumati ad ogni ipotesi, delle anziane e ciniche signore sempre pronte a dire che, in fondo, doveva finire così. Tuttavia, ogni volta, siamo disponibili a seguire l’autore nel buio dell’incubo dell’assassino che non può sottrarsi a commettere l’ennesimo e definitivo atto criminale se solo ci siano offerti dei particolari convincenti che rendano suggestiva la nuova combinazione; la cornice è sempre più importante del quadro. La cornice ambientale che ci propone Stefano Visonà è costituita dal nordest ricco, la provincia vicentina. Anche la critica della società del nordest non è una novità. Ciò che la rende convincente è la capacità di raccontarla senza pregiudizi né frasi fatte. Una società di professionisti e industrie che vivono il loro denaro come un fatto, un destino privo di buon gusto, soltanto un percorso tra le ore lavorate e gli oggetti di consumo da acquistare, si tratta di una società senza autentiche possibilità di scelta, solo una condizione ormai naturale di un gruppo che non si pone domande e non vede oltre ciò che l’ambiente di provincia suggerisce, con una serenità che non basta definire inquietante perché è ormai un habitat naturale, un’acquisizione che prescinde dalla critica. In una società così, sembra di poter dire, è quasi sorprendente che i killer non siano più numerosi. Ma il talento di Visonà è proprio nel ricostruire un’azione in un ambiente, familiare sì, ma senza luoghi comuni fastidiosi. In un primo tempo, nell’atmosfera triste e nebbiosa di intelligenze isolate si presentano soltanto una serie di situazioni tra loro contemporanee, una donna che perde i sensi, un uomo che ha un incidente stradale con conseguente amnesia. Sono il paradigma della loro società, niente passato, presente tragico e futuro inesistente o insensato. Nello sviluppo della narrazione ci si interroga fino alla fine se il marito accusato sia o meno l’assassino, e se la sua amnesia sia autentica o no (visto che non lo è stata la sua vita). Altro elemento vincente è lo stile. La narrazione non sfugge mai al controllo dell’autore sia a livello di struttura che linguistico. Non mancano alcune ingenuità, ma non rovinano l’insieme. Interessante l’interpretazione del ruolo sociale delle onlus di assistenza ai tossicodipendenti o disabili.

II Valutazione Premio Calvino

Giallo ambientato nel Veneto di oggi, tra la provincia di Vivenza e quella di Verona, tra fabbriche, cittadine, paesi e villaggi residenziali. Suggestiva è l’attenzione alle atmosfere di una pianura invernale tra nebbie e limpidi giorni ventosi, con l’affiorare dei primi rilievi collinari e le montagne in lontananza, sia all’atmosfera delle piccole città, con le loro architetture, i palazzi storici, i luoghi di ritrovo. Nei protagonisti non c’è nostalgia per il passato, se non per una prima adolescenza ancora senza colpe, senza aver sperimentato il male. Né ci cono progetti per il futuro, solamente il tentativo di raggiungere obiettivi personali, di coerenza professionale, di sistemazione e di equilibrio affettivo. Un delitto ed un incidente aprono la narrazione che l’autore conduce con maestria, anche se con una certa lentezza iniziale. Poi, per molto tempo, in parallelo alla narrazione dei fatti della vita quotidiana dei personaggi e del protagonista in particolare, noi assistiamo alla ricostruzione dell’antefatto presentato ai giudici in una lunga confessione da parte di un personaggio che noi individueremo solo alla fine. A battersi per la ricerca della verità è un avvocato di quasi quaranta anni legato nell’adolescenza ai protagonisti della vicenda. Inconsueta è per l’Italia l’analisi delle dinamiche di un grande studio di avvocati, quasi una multinazionale, e dei suoi legami con il potere economico locale, sia quello delle cooperative sociali nate a fianco del tradizionale potere cattolico. La lingua è ricca, precisa, la scrittura elegante ma non eccessivamente ricercata, capace di aderire ad emozioni, paesaggi, riflessioni, incertezze con frasi brevi, quasi una scelta stilistica per cogliere meglio una realtà complessa, spesso scissa. Solo la confessione utilizza uno stile di narrazione senza spezzature che a volte appare un po’ monotono.

III Valutazione Premio Calvino

La trama è consistente, complessa, plausibile e alla fine anche sorprendente. Forse le motivazioni psicologiche che muovono il cattivo, l’assassino, lasciano un po’ perplessi, forse non sono così fortemente sostenibili dal punto di vista psicologico. Ma tant’è: nei gialli contemporanei è forse l’elemento meno sostenibile (vedi ad esempio Stieg Larsson). Ma la connessione delle azioni, le sequenze casuali, i raccordi tra i diversi momenti ed episodi sono limpidi e rigorosi. E certamente la plausibilità e la congruenza della vicenda è un pregio fondamentale di un giallo. Molto intrigante è anche la costruzione del racconto, ogni capitolo del quale inizia in modo erratico, con divagazioni riflessive o descrizioni d’ambiente che lasciano il lettore incerto sulla voce narrante – e creano un’ambientazione fascinosa nel tempo – atmosferico – e nello spazio – il Nordest. Perché in effetti si intersecano alcune voci narranti, con effetti spiazzanti per il lettore in attesa della soluzione dell’enigma. Per esempio la parte in corsivo si presenta subito come una dichiarazione al pm, ma di chi, quando, perché beh, fa parte della suspense. Ma c’è un’altra voce narrante, più sottilmente minacciosa… E poi, di grande effetto è il sottile gioco degli equivoci in cui il lettore inevitabilmente cade. Infine i personaggi: l’avvocato Gatto – le cui vicissitudini spiegano il titolo del libro, a nostro avviso non molto felice – è costruito secondo i moduli ormai consueti dell’investigatore in crisi. Però qui la crisi non è genericamente esistenziale, ma legata a fattori concreti e molto ben descritti: il passaggio dall’attività in uno studio legale tradizionale ad un grande studio modernissimo, all’americana, con un controllo ferreo dell’attività dei numerosi e specializzatissimi professionisti dipendenti. Oltre ad altri motivi che affondano nella sua adolescenza e che emergeranno in seguito. Comunque bel personaggio, umano nelle sue incertezze, non stucchevole. Più di maniera il detective privato all’italiana, ma ci sono alcune gustose notazioni dell’italico costume. Infine di grande impatto è la ricostruzione degli ambienti, fisici: il paesaggio del Nordest, ancora affascinante – per esempio la descrizione della campagna veneta cristallizzata nell’abbraccio della galaverna (che l’autore chiama caliverna) – ma totalmente antropizzato – per esempio la descrizione dei nuovi insediamenti di villette a schiera che sorgono dappertutto; e sociali: l’ambiente degli avvocati, la procura – le cui procedure sembrano di estrema, non italiana, durezza – le ong, mondo sotterraneo del Veneto, così collegato alle tradizioni del passato recente, ecc… In conclusione, un bel giallo, che, come spesso avviene per i gialli, lascia intravedere in controluce la rappresentazione calda della nostra società e dei suoi mutamenti.

NON TI SVEGLIARE – raccolta di commenti da Facebook

Una raccolta parziale e incompleta di commenti dai lettori di NON TI SVEGLIARE raccolti da facebook (da quando ho scoperto che si può incorporare il codice…)

Aspetto il secondo

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NON TI SVEGLIARE – Le recensioni su Anobii

Le Recensioni dei lettori su Anobii.com

NON  TI SVEGLIARE è presente in moltissime librerie personali su Anobii.com, il social network dedicato ai libri, con una valutazione media di 4 stelle.

Per leggere direttamente i commenti e le valutazioni dei lettori cliccate sull’immagine sottostante.
More about Non ti svegliare

 

Articolo – intervista su SCRITTEVOLMENTE

E’ uscito in questi giorni su SCRITTEVOLMENTE un articolo-intervista, seguito alla presentazione in Feltrinelli Treviso, dove ho avuto il piacere di conoscere Davide Dotto. Ve lo ripropongo:

Mercoledì 23 gennaio 2013, alle ore 18.00, presso la libreria Feltrinelli di Treviso, in Via Canova a lato del Duomo, Stefano Visonà ha raccontato, tra lettura, immagini e ricordi, il suo primo romanzo. Ha parlato di luoghi, di atmosfere, di un genere tutto nuovo (Legal thriller italiano). Ha poi aperto una finestra sugli inutili anni Ottanta – così li considera un suo personaggio. Tutto ciò si consolida nella scrittura, in una ricerca espressiva che non tralascia nulla, affinché la pagina si mostri nitida come una fotografia. Questo in sintesi.

luoghi di cui si racconta non sono pretesti narrativi, ma si mostrano pulsanti come i personaggi che li hanno creati e li abitano. Sono la Statale 11 che collega Verona a Vicenza, la nebbia della val padana, una località (San Leo) che riassume i paesi che si snodano intorno, un non-luogo perché immaginato, anche se inventato fino a un certo punto. San Leo richiama caselli, cartelli stradali, casolari che ciascuno può incontrare e, volendo, fotografare lungo la strada.

L’atmosfera creata con cura certosina fa da sfondo a un Legal thriller, italiano per evidenziare la vocazione e la tradizione culturale che non appartiene a una dimensione territoriale piuttosto che a un’altra, ma che si apre a quelle circostanti: ciascuno di noi nasce e si radica in un territorio, che è un prezioso granello, una piccola parte essenziale, distinta ma non separata da un tutto più ampio.

Il Legal Thriller, ha ribadito l’autore durante l’incontro, è stato possibile ambientarlo in Italia grazie al legislatore, che con l’art. 11 della Legge 7 dicembre 2000, n. 397 ha introdotto nel codice di procedura penale il Titolo VIbis – Investigazioni difensive, e quindi l’art. 391bis e quelli che seguono. In mancanza di ciò l’avvocato Rubens Gatto, nello snodarsi della vicenda, non avrebbe potuto superare la barriera della verità processuale (fatta di carte e di norme procedurali).

Il romanzo non si muove solo lungo uno spazio fisico ben definito, si sviluppa trasversalmente in una dimensione temporale: racconta per immagini, musica e altre suggestioni gli inutili, per non dire fondamentali anni ’80, dove tutto è cominciato. Inutili per chi vi è passato forse indenne, fondamentali per chi, essendo nato nel ’70 o giù di lì, in essi ha vissuto una prima parte dell’adolescenza, quasi una sorta di Medioevo nel quale ogni cosa era destinata a germogliare nel suo Rinascimento, portando frutto più tardi. È anche il tempo in cui i ricordi sotterrati e le esperienze vissute (e parzialmente sopite) ritornano prepotentemente.

Arriviamo infine alla scrittura. L’autore ricorda en passant un epigramma di Platone che gli ha dato molto da riflettere: su come le parole siano importanti, non possano essere scelte a caso, ma debbano essere ricercate con cura, affinché diventino fotografia di ciò che rappresentano. In questo modo nella prosa entra la dimensione poetica, quella che meglio si addentra nelle cose e nella loro anima. Non per niente Platone parlava di mania poetica.

Nel mettere mano a quest’articolo mi sono venute in mente delle domande che nei giorni seguenti ho posto all’autore, un modo come un altro per continuare, in queste righe, il discorso iniziato a Treviso.

Se non vi fosse l’art. 391bis del codice di procedura penale avresti scritto un Legal thriller? Se sì, dove l’avresti ambientato?

L’idea alla base di NON TI SVEGLIARE era l’utilizzo del romanzo di genere per raccontare il Veneto di oggi. La scelta del taglio Legal ha varie ragioni, soprattutto collegate alla mia storia personale, ma NON TI SVEGLIARE è un Legal thriller un po’ particolare, poiché la vicenda non si svolge prettamente in aula. Nel libro l’azione segue passo passo le indagini svolte dall’avvocato Rubens Gatto in difesa del suo assistito, accusato di un omicidio terribile. Mancando la possibilità investigativa da parte del difensore (introdotta, appunto, in Italia con il 391bis poco più di una decina di anni fa) sarebbe venuto a mancare uno dei presupposti fondamentali nella costruzione del romanzo.
In secondo luogo, l’ambientazione in Veneto era ed è uno dei capisaldi irrinunciabili della mia scrittura. Scrivo del mio mondo, di quello che conosco, di quello che vedo tutti i giorni. Il Veneto è il mio Maine in scala minore, se mi concedi il paragone un po’ eretico. Non avrei potuto raccontare di altri luoghi, ambientare altrove il romanzo.
Quindi no, senza il 391 bis non avrei scritto NON TI SVEGLIARE, né un Legal thriller ambientato altrove.

Nel romanzo “Non ti svegliare” appare il paesaggio veneto, la statale 11, cartelli stradali, casolari, luoghi in cui massiccia è la presenza dell’uomo. Ecco la domanda: nel romanzo fino a che punto i luoghi fanno le persone e le persone i luoghi?

C’è un legame bidirezionale, simbiotico, come nella vita reale. Le persone sono plasmate dai luoghi e dall’ambiente in cui si trovano e nel contempo contribuiscono al suo cambiamento. Sia in termini prettamente fisici che culturali o sociali. In NON TI SVEGLIARE i protagonisti sono stati forgiati dal contesto in cui sono cresciuti nei primi anni ’80 e poi ne hanno determinato, pur se inconsapevolmente, un profondo mutamento. Non svelo oltre, ma se pensi a quello che succede…

La poesia in genere dice molto in poche parole, mentre la prosa rischia di dire poco in molte. Che rapporto hai con la poesia e in che modo essa entra nella tua prosa?

Mi viene da rispondere che la poesia, un certo tipo di poesia, mi ha formato negli anni cruciali del liceo. È ovvio, un giallo può essere solo sviluppato in prosa, ma in NON TI SVEGLIARE ho cercato spesso la metafora o la narrazione per immagini, in un modo che è proprio della poesia. Certe divagazioni iniziali nei capitoli, certe descrizioni di luoghi, sensazioni… Comunque sia chiaro: non sono un poeta, sono uno scrittore di thriller [Risata maligna di sottofondo].

Durante l’incontro hai parlato di un prossimo romanzo. Hai scelto o stai scegliendo delle foto che ne riassumano la storia, capitolo dopo capitolo. Puoi anticiparci qualcosa?

Sì, è un esperimento che avevo in mente da un po’: raccontare in fotografie, capitolo dopo capitolo, il percorso di scrittura del mio prossimo Legal thriller italiano. Il progetto è partito proprio in questi giorni e l’ho chiamato 1 = 1, ovvero “un capitolo = una foto”. A ogni fine stesura di capitolo, fino a conclusione del romanzo, pubblicherò una foto che ha ispirato o è collegata al testo, con una citazione e qualche nota. Ho la passione della fotografia sin da ragazzo e penso che l’occhio di un fotografo sia simile a quello di uno scrittore. Sono poi abituato a pensare per immagini e a prendere appunti “fotografici” (ho quasi sempre con me la mirrorless o la reflex). Da qui l’idea di 1=1, ispirata a quei quei 365 photo projects, dove un fotografo si mette in gioco pubblicamente per un anno. Solo che per me lo scopo principale rimane scrivere, portare avanti con metodo il mio prossimo libro e nel contempo provare a raccontarne il percorso, magari migliorando un po’ la mia tecnica fotografica. Il progetto si può seguire sul mio sito http://stefanovisona.it/category/1capitolo1foto/

La tua scrittura si è formata attraverso il racconto, poi sei passato al romanzo. Quanta pazienza occorre per scrivere un racconto, quanta perseveranza è necessaria per un romanzo?

Un racconto va limato, rifinito, cesellato parola per parola, soprattutto quando si hanno dei vincoli di lunghezza, come nei concorsi letterari. In un numero finito di battute bisogna esporre un’idea originale, tratteggiare un mondo e creare una suggestione che persista nella mente del lettore oltre la conclusione della lettura. Nel romanzo, per come lo sento io, lo stesso lavoro va moltiplicato su oltre quaranta capitoli strettamente intrecciati tra loro. Per non desistere occorre perseveranza, appunto, darsi un metodo e imporsi scadenze. Per il prossimo romanzo ho ideato 1 = 1 anche per questo motivo. Un impegno pubblico a cui non posso più sottrarmi.

Tre cose fondamentali che consiglieresti a un esordiente.

Eh, questa è la domanda più difficile, sul serio, non mi sento di “dare consigli”. La scrittura è una cosa assolutamente personale, ognuno deve trovare dentro di sé la strada, fare il proprio percorso. Ok, se proprio insisti e vuoi che dica qualcosa: perseverare, perseverare, perseverare. Sapete tutti cosa intendo.

 

NON TI SVEGLIARE – i commenti sul sito

La prima versione del sito nel 2011-12 aveva una pagina statica dove era possibile lasciare un commento, riportati di seguito. Nelle successive riorganizzazioni del sito, visto anche che i commenti arrivavano sopratutto dalle piattaforme social, ho preferito sopprimerla (era fonte di innumerevole spam e perfino attacchi hacker).

56 comments

  1. Rosy says:

    Splendido. Avvincente. Non riesco a staccarmi. Lo sto ancora leggendo, ma lo” centellino”. Certamente uno dei migliori gialli che io abbia letto. Quando avrò terminato( ma devo farlo durare!) scriverò il mio giudizio su “Contorni di Noir” di cui sono collaboratrice .. Non sarà all’altezza di certi giudizi pieni di ” paroloni” ma spero esprimerà il mio entusiasmo per questa scoperta.
    Aspetto altre prove!!!!

    Reply
  2. gemma says:

    Su amazon ho letto un estratto con i primi sei capitoli, qui speravo di piú. Pazienza, dovrò acquistare subito il libro perchè il racconto é troppo avvincente e ti trascina in un gorgo che se non leggi tutto non ne puoi venire fuori. Complimenti!

    Reply
  3. katia neri says:

    Devo dire che mi ha preso sin dal primo capitolo, che ho trovato molto molto inquietante. Mi sono gustata le ambientazioni dei primi capitoli, le atmosfere nebbiose, i paesini lungo la statale… e poi il crescendo di avvenimenti, l’intrigo della trama, complicatissima e straordinaria! Bravo!

  4. Denira says:

    Una sola considerazione: questo autore (praticamente sconosciuto) ha reinventato il thriller all’italiana! Merita di essere letto e fatto conoscere!

  5. Prima di tutto una lamentela: ma dove si può comprare questo libro? A Verona non si trova, La Rinascita (dove mi avevano detto che c’era) ha ormai chiuso da mesi, l’ho chiesto alla FNAC e non lo tenenvano nè lo ordinavano, alla Feltrinelli era in catalogo, ma mi hanno fatto mille storie e non lo hanno ordinato, alla fine ho dovuto ordinarmelo su internet! Possibile che uno dei libri che più sta facendo parlare di sè tra Verona e Vicenza non si trovi in libreria???? Dovrebbe essere in tutte le vetrine, altro che costringere i lettori a girare come scemi.

    Il libro, comunque (quando finalmente riuscite ad averlo) è bellissimo e vale lo sforzo di cercarlo! Scritto veramente bene, uno stile asciutto, fatto di frasi brevi ed ogni tanto, inaspettata ed incisiva, qualche metafora fulminante, qualche gemma di vera poesia. La trama è estremamente articolata, e veramente sfida il lettore in un gioco di specchi che non delude. Impressionante la sequenza di capovolgimenti degli ultimi capitoli e incredibile l’epilogo finale, spiazzante e terrificante.
    I personaggi di spessore, sia Rubens Gatto, il protagonista, sia i comprimari, direi che non ci sono “macchiette”, tutti hanno la loro giusta tridimensionalità e si muovono in un ambiente rappresentato in modo veramente suggestivo, un grandioso veneto invernale.
    Insomma, un libro da raccomandare fortemente (anche alle librerie).

  6. Cecilia says:

    La prima parte un po’ lenta, poi accelera e diventa molto più piacevole, alla fine non riesci proprio a smettere di leggere. Bella l’ambientazione, ho ritrovato molto della mia terra. Bravo all’autore.

  7. Ennya says:

    Un libro proprio bello, che mi è piaciuto dalla prima all’ultima pagina. ? ? ? ?

  8. Fitsole says:

    Un libro che mi ha regalato alcuni giorni piacevolissimi, nel mondo veneto di Rubens e Celestino, fatto sì di delitti ed enigmi (è un giallo), ma anche di moltissima umanità varia e poesia. Un libro che consiglio a chi non conosce il veneto di oggi e vuol capirne di più.

  9. Blake Daria says:

    L’autore, che ho avuto modo di conoscere personalmente al Salone del Libro di Torino, sembrerebbe una persona cordiale, disponibile, solare, allegra… ma il suo libro (che ho acquistato in stand con tanto di bella dedica ed autografo svolazzante) è a dir poco inquietante… sia nella trama, sia nella descrizione di un mondo di provincia ossessionato dalla sua piccola quotidianità… a momenti diviene persino terrificante (nella sequela di delitti) e certo è agghiacciante come mi ha tenuta inchiodata alla pagina…
    Morale: mai fidarsi delle apparenze ?

  10. Catia Capelli says:

    Complimenti all’autore, un libro notevole, che si fa leggere d’un fiato e regge benissimo il confronto con i grandi autori del genere, non solo italiani. Se il nome dell’autore fosse conosciuto, tipo Faletti o Grisham, o la casa editrice più grande e presente anche in supermercati, autogrill, etc. sarebbe sicuramente un clamoroso campione di incassi…

  11. Cenilda says:

    Letto tutto in pochi giorni, ora che è finito mi mancano i personaggi ed il loro mondo avvolto nella nebbia. Rubino, Scimmia, Il Luce e Dr.Who…. a quando il prossimo?

  12. Desler195 says:

    Non sono un appassionato del genere, quindi forse il mio giudizio non è molto significativo, ma il libro mi è piaciuto soprattutto nelle descrizioni dei paesi di provincia, la nebbia che si cristallizza sulle reti di recinzione, le atmosfere dei locali stravaganti, i personaggi e le loro vite che portano lontano. La trama è forse un po’ troppo complessa e richiede una attenzione eccessiva, ogni tanto dovevo tornare indietro, ma non sono un esperto, appunto. Grazie ed un cordiale saluto.

  13. Studio Legale Costantini says:

    Mi hanno regalato questo “legal thriller italiano” e già questa è stata una sorpresa, non sapevo nemmeno che fosse un genere “praticato” in italia. La sorpresa successiva arriva iniziando a leggere: una scrittura fluida, piacevole, incalzante al punto giusto e mai banale e che mi aggancia dopo poche pagine. Ma la vera sorpresa è nella ricostruzione accurata e doviziosa delle procedure legali e del mondo giudiziario (come si dice “Il diavolo si nasconde nei dettagli” e di dettagli è veramente ricca la narrazione) da parte di uno scrittore che non parrebbe essere del mestiere (egli afferma di avere una laurea in ingegneria, indagini più accurate in merito sono auspicabili).
    Consigliatissimo (anche a chi non è del mestiere).

  14. Gaia says:

    Finito ora, scrivo queste righe d’impulso, a notte fonda. Bellissimo, trascinante, un colpo al cuore nel finale. Faccio ancora fatica a respirare.

  15. Brando64 says:

    Esempio di un libro di grandissima qualità, realizzato con pochi mezzi e tantissima volontà. Una piccola casa editrice, difficile da trovare in libreria e già più presente in internet, un autore che di lavoro fa altro e dedica il suo tempo libero alla scrittura… un risultato straordinario, visto il contesto.

  16. Bruna says:

    Una lettura molto intrigante, indicata soprattutto nelle serate invernali, quando la nebbia incombe fuori dalla porta di casa e puoi immaginare un’ombra che si muove là fuori, alla ricerca di una nuova vittima… Un thriller ben costruito, un meccanismo ad orologeria accurato, anche dal punto di vista delle procedure legali molto rigoroso. Un “bravissimo” all’autore, che merita tutto il successo che sta avendo.

  17. Se non fosse stato per l’idea di fare promozione offrendo il libro gratis su Amazon, probabilmente non mi sarei mai imbattuto in questo romanzo. Purtroppo è così: senza il supporto della grande distribuzione è difficile essere visibili in libreria come nel web (dove purtroppo si trovano tantissimi e-books autoprodotti illeggibili).
    Non ti svegliare è molto bello e Visonà si colloca tranquillamente all’altezza di tanti blasonati scrittori noir italiani. Pur definendosi un legal-thriller sono stato positivamente sorpreso dal fatto che di “legal” in senso stretto c’è poco: per intenderci, le parole “Vostro Onore” o “Giuria” non sono nemmeno citate. Ne sono grato all’autore. Il racconto si svolge invece su due piani paralleli sapientemente dosati per riunirsi alla fine in un ritmo in crescendo che ti tiene inchiodato alla lettura. Insomma. proprio un bel giallo. Perchè allora 4 e non 5 stelle? Unica (piccola) pecca, il libro avrebbe giovato di un supporto editoriale più robusto. Qualche limatura qua e là e la correzione di qualche refuso avrebbe giovato alla scrittura.
    Da leggere.

  18. Anch’io, come tutti, ho scaricato il libro, spinto soprattutto dal costo particolarmente invitante (promozione zero euro su Amazon), e anch’io, come tanti sono rimasto felicemente colpito dal contenuto. Colpito da quanto mi si snodava sotto gli occhi, pagina dopo pagina; colpito dai personaggi tutti molto connotati e interessanti; colpito dalla descrizione di una realtà, quella del Nord-est, che nasconde dietro il benessere di facciata, situazioni dolorose e disagevoli. Non suoni come un demerito verso “Non ti svegliare”, ma leggendolo appassionatamente come il libro vuole che si faccia, mi sono risuonati echi non troppo lontani di altre letture di autori quali Carlotto, Veronesi, Faletti. Ripeto, non si consideri la cosa in modo negativo: piuttosto è piacevole come quando, rilassati su una comoda poltrona, un bicchiere in mano, un buon vino, si assapora, e il palato fa tornare la mente a gustarsi quella collina baciata dal sole estivo, la carezza profumata di un vento caldo, o il tramonto sul mare di Pantelleria.
    Buona lettura a chi si accinge a leggere Non ti svegliare, Rick.

  19. Il primo capitolo mi ha un po’ spaventato.. farneticante e ripetitivo. Poi capisci che non è il vero stile dell’intero libro ma un ottimo modo di rappresentare i pensieri sconnessi nella mente di chi è a metà tra il sonno e la veglia. La storia poi si sviluppa in maniera intrigante e mi ha preso parecchio! Anche l’ambientazione e la personalità dei personaggi è alquanto verosimile. Fantastico il gioco dei flashback! Capirete cosa intendo alla fine, quando tornerete indietro nelle pagine per cercare di capire cose vi eravate persi. Non posso dire che ne sono andato pazzo ma mi ha veramente intrattenuto! Consigliatissimo

  20. cana says:

    ottimo thriller letto tutto d’un fiato! scaricato sul kindle perchà gratis pensavo al solito scritto di poco valore. invece mi sono presto ricreduto! un must sopratutto per gli abitanti della zona est di verona

  21. Graziana Tondini says:

    Stanotte ore 1.45 ero alle pagine in cui l’avv. incontra il medico esperto in lesioni spinali. Ho dormito male. Stamattina ore 8.30 il libro era finito. Agghiacciante e doloroso. Straordinario.

  22. Claudia Peduzzi says:

    Non solo un thriller, ma un vero e proprio romanzo psicologico. La trama è avvincente e lo stile di scrittura ha le qualità che ritengo indispensabili: rispetto della lingua italiana e delle regole grammaticali. Non posso che consigliarne la lettura e non solo agli amanti del legal thriller.

  23. Fabio Sarpa says:

    Ho appena finito il libro, anche se l’ho iniziato 4 giorni fa: questo per spiegare quanto mi sia piaciuto. Ti faccio seriamente i complimenti, qualcosa da migliorare nella scrittura rimane (non sono un esperto, ma ho molta esperienza di questo genere di libri), ma comunque il libro si fa leggere benissimo, la trama avvolge, stringe, stritola e non si può fare a meno che rimanerle avvinghiati fino alla fine; ottimi poi i personaggi, rimangono dentro e si fanno amare/odiare dal lettore, cosa che non sempre riesce. Aspettando il tuo prossimo libro.
    Fabio Sarpa

  24. Da appassionato di thriller, finalmente un autore italiano che nella sua prima opera svela inaspettatamente quantità e qualità di livello internazionale.
    Nulla da invidiare ai maestri del thriller più blasonati.
    Un libro assolutamente da non perdere, con personaggi di spessore che accompagnano il lettore fra dubbi, ricordi, paure, emozioni attraverso una lettura piacevolissima, costellata da ritmi incalzanti, pause introspettive, momenti di tensione; tratti a carboncino di un nord est avvolto nella nebbia.
    Ogni parola, ogni pensiero sembra non essere lasciato al caso, con la conseguenza che man mano che si procede nella lettura i personaggi prendono vita con personalità così accuratamente descritte che si fa fatica a pensare che siano frutto della fervida fantasia dell’autore.
    A condire il tutto una storia avvincente, i cui tasselli vengono alla luce e si incastrano capitolo dopo capitolo, in un crescendo d’intensità che trascina il lettore a notte inoltrata.
    Unica nota negativa: quando mi imbatto in un autore a me sconosciuto del calibro di Stefano Visonà, mi butto a capofitto nelle sue pubblicazioni, per riassaporare le belle sensazioni lasciate dal libro letto, e magari rincontrare i personaggi, con cui si è vissuto piacevoli o terribili momenti, impegnati in altre avvincenti storie.
    Purtroppo questo non è possibile….stiamo parlando di un’opera prima……e adesso?…..nella speranza che l’attesa sia breve, consiglio a tutti gli appassionati del genere di buttarsi a capofitto in quest’opera, non resterete delusi!
    Da parte mia mi riprometto, dopo “Non ti svegliare”, di non lasciarmi coivolgere da nessun altro autore, a meno che non abbia almeno una decina di titoli pubblicati!
    Che sorpresa! *****

  25. Un bel legal thriller, un libro che man mano diventa sempre più avvincente e che t’inchioda ai tasti del kindle; una trama non scontata, un finale che devo ancora leggere e quindi fortunatamente non posso rivelare ma che si prospetta interessante.
    Molto particolare la scelta di far parlare, soprattutto nei primi capitoli, ogni personaggio in prima persona cambiando continuamente punto di vista fino a quando si arriva, nel succedersi degli eventi, ad incontrare i protagonisti. Molto interessante anche la struttura, almeno dopo il primo terzo del racconto, che vede alternarsi la deposizione-flashback di uno dei personaggi che racconta la storia del gruppo di amici partendo dagli anni ’80 e il presente dell’avvocato e del suo cliente accusato di omicidio.
    Consigliato vivamente. *****

  26. Un thriller avvincente, scorrevole, sanguinoso il giusto, mai volgare o splatter. I giochi di identità e gli indizi sono un buono stimolo a cercare il colpevole. Se proprio devo trovare un difetto, è una parte – amio avviso – un po’ troppo dettagliata di spiegazioni mediche sulle fratture vertebrali.Anche se non sono mai stata una vera appassionata del genere, con questo libro ho deciso che inizierò ad esserlo.
    Molto bello. *****

  27. Una trama che ti aggangia subito, non riesci più a mollarlo, devi per forza leggere almeno come inizia il capitolo successivo. E così fai le due di notte. Personaggi VERI, scritto veramente bene, piacevolissimo, con dei punti addirittura poetici. Ma di base è un legal thriller di quelli tosti, tipo il migliore Grisham, non sembra nemmeno scritto da un italiano… Ma definirlo solo un thriller è riduttivo, l’autore in realtà sembra usare il romanzo di genere come pretesto per raccontare il suo Veneto, il ricco NordEst di oggi.
    Se è segnalato XXIII Premio Calvino c’è veramente un motivo… DA NON PERDERE!

  28. antonella says:

    Bellissimo! L’ho letteralmente divorato, non vedevo l’ora di vedere se i miei sospetti erano giusti o meno (ci avevo preso, anche se ho fatto un po’ di confusione tra nomi e soprannomi e non avevo capito per nulla uno dei personaggi…). Unico neo (ma solo perchè non è un argomento che mi interessi particolarmente): la spiegazione medica, troppo dettagliata. Se ci saranno altre avventure di Rubens Gatto, le leggerò sicuramente!

  29. Andrea says:

    era da tanto che non mi appassionavo così ad un libro ed ora che l’ho finito so già che mi mancheranno i personaggi che mi hanno fatto compagnia e coinvolto in quest’ultimo periodo!
    davvero complimenti da appassionato di libri di Ken Follett ho ritrovato nel tuo libro le emozioni e la suspance che mi hanno dato molti suoi libri.
    L’ambientazione nel profondo nord est calza a pennello e poi riscoprire questi delitti attorno ad un paese che è il tuo camminando con i personaggi al Circolo o sentendo nelle narici l’odore dell’olio di ricino delle moto da speedway è emozionante!!!
    Bravo bravo bravo…in bocca al lupo per la tua carriera
    p.s. scoprire che un tuo vicino di casa è un abile scrittore mi ha lasciato senza parole!!!
    Andrea

  30. Romina Folco (via Facebook) says:

    Finito di leggere il tuo libro, piaciuto molto, col fiato sospeso sino all’ultima riga!!!
    Complimenti!

  31. Lodovico Guariso says:

    Stefano Visonà, che ho avuto il piacere d’incontrare, ha scritto davvero un bel libro. Proseguendo nel solco tracciato da altri autori italiani, come Faletti, con rara capacità descrittiva. E’ senz’altro un libro che consiglio. Per chi è veneto poi, scoprirà luoghi ed ambientazioni di una provincia che ospita le vicende personali e professionali, intrecciandole, di numerosi personaggi ottimamente tratteggiati.

  32. Gaetano Aldegheri says:

    Ciao Stefano,
    non conoscevo la tua passione letteraria, se non dopo aver visto la locandina che pubblicizzava la serata di presentazione del tuo libro a San Bonifacio.
    È stata una scoperta per me e sono contento che un Ingegnere si diletti con la penna (o forse è meglio dire “i tasti”).

    Ho appena finito di leggere “Non ti svegliare” e devo dire che da metà in avanti mi ha letteralmente preso.
    All’inizio stentavo un po’ a capire il filo della trama e poi ai vari rimandi agli anni ottanta, che ho sentito “cuciti addosso” per averli vissuti in pieno, non capivo bene se era un legal o un flash back all’adolescenza negli ottanta.
    Da metà in poi ho visto la luce e la lettura è stata molto più avvincente e coinvolgente.
    Finale fantastico, inimmaginabile, che appaga fino all’ultima pagina.

    Grazie Stefano per questo regalo, d’ora in poi ti seguirò con attenzione.
    Ciao
    Gaetano

  33. Nevio Borin (via Facebook) says:

    Ho partecipato a l’incontro di San Bonifacio (VR) e devo dire che sono state un
    paio d’ore molto piacevoli perchè oltre a parlare del libro, l’autore ha raccontato
    degli aneddoti personali molto divertenti…
    per chi non l’avesse ancora letto, consiglio vivamente di farlo, suspance dalla prima
    all’ultima pagina….

  34. Renata Marconcini says:

    Complimenti, mi è piaciuto veramente tanto!
    Lo consiglio vivamente ai Leoniceni, ai nostalgici degli anni 80 ed agli appassionati di gialli.
    Ora aspetto con ansia il prossimo……

  35. tino says:

    Comparabile se non superiore ad autori famosi.
    Difetti: caratteri di stampa troooppo piccoli, o aumenti le pagine o meglio qualche snellita.
    Comunque complimenti!

    • steveviso says:

      Eh sì, era un po’ il difetto della prima edizione… già con la seconda il carattere è stato aumentato (e sono cresciute le pagine, arrivate a 400, era un peccato tagliare qualcosa ? )

  36. Antonio Paganelli says:

    Ciao Stefano.
    Ho appena finito di leggere il tuo libro e, come ho fatto con altri, ti invio il mio commento.
    Agli amici (nel mio sito sei segnalato come link amico) si dice quello che si pensa realmente, senza ipocrisie. (Se hai visto, in qualche sito, miei commenti solo elogiativi a qualche testo, probabilmente è perché qualcuno li ha pubblicati depurandoli della parte negativa della critica).

    Premetto che il thriller non è il mio genere preferito, per cui lo pratico poco e quindi lo conosco poco.
    Il tuo romanzo, tuttavia, l’ho letto, come si dice, quasi tutto d’un fiato, anche se era un po’ lunghetto. Il testo prende il lettore e lo lega alla trama con un cappio al collo, che gli mette ansia e non lo molla fino alla fine. Complimenti per esserci riuscito anche con me: non è così semplice. La struttura narrativa è perfetta: ogni tassello, come in un puzzle, si incastra nel posto giusto, la tensione, sempre alta, viene solo attenuata, talora, da descrizioni specialistiche approfondite.
    La lingua è ricca, precisa, corretta e, soprattutto, profonda. Io non mi aspettavo di trovare in un thriller un testo del genere, che spesso diventa poetico, dove le figure retoriche ( similitudini e metafore soprattutto) gli danno freschezza, concretezza e spessore.
    Le ultime 20/30 pagine sono le uniche che ho dovuto leggere più di una volta: a volte nel dialogo non capivo bene chi parlava (forse X ha detto, Y ha risposto, avrebbero semplificato il compito).

    Complessivamente è un romanzo che convince, ben scritto, ben strutturato, dove non manca nulla e tutto, anche se a prima vista non sembra, è funzionale alla trama e alla tensione narrativa. Bravo Stefano, complimenti! E’ un romanzo che ho già raccomandato e che raccomanderò a chi ha voglia di leggere un bel thriller.

  37. Germana Vallarsa says:

    ciao! sono Germana, l’amica di Cinzia Bolla, c’ero una sera al tuo stand a Lonigo x la presentazione di “Non ti svegliare”. Beh, Cinzia mi ha regalto una copia del tuo libro, ed è stato un ottimo regalo! L’ho finito stanotte alle 2, ultimamente non vedevo l’ora di tornare dal lavoro per tuffarmi a leggerlo! complimenti! bel libro, trama avvincente, e SCRIVI DAVVERO BENE! e poi, avevo intutito che […] , ma pensavo fosse …. non mi tornavano le cose…. e invece…! Geniale! Complimenti ancora e in bocca al lupo x la tua carriera di scrittore!
    ciao, Germana

  38. centro sportivo kickboxer says:

    finito ora di leggere “non ti svegliare” di Stefano Visonà e devo assolutamente fare i complimenti a stefano che ho avuto la fortuna di conoscere e che tiene alto il livello qualitativo delle opere Ciesse. Il romanzo impeccabile mi ha ricordato nel richiamare le atmosfere l’ultimo Faletti o anche lo Stephen king di “stand by me”, complimenti

  39. Marika Masiero says:

    Ciao Stefano,
    volevo complimentarmi con te per il libro, molto bello.

    E’ stato il mio primo legal triller, non mi piaceva molto il genere, e a dire la verità all’inizio è stato duro.. parole piccole, molti particolari, ma un pò prima della metà
    mi ha preso la storia. Che rabbia quando arrivavi alla fine del racconto del passato e tornare al presente, era un continuo lasciare e prendere la storia, così in tre giorni ho finito 3/4 del libro! ( fortunatamente ero in vacanza).
    Quando scopri la fine poi resti senza fiato.

    Bravo Stefano! Ancora complimenti e a presto!!

  40. Loris Cervato says:

    Ebbbravo Visonà,

    complimenti, il libro mi è piaciuto, l’ho finito ieri sera (e ci ho messo un po’ a riprendermi).

    E’ stato come leggere due libri insieme; il primo era il romanzo vero e proprio, il secondo è quello della memoria (età permettendo) e alcune pagine le ho rilette più volte.

    La trama è avvincente, lenta all’inizio, ma poi ti cattura come le sabbie mobili, e alla fine sono dolori…

    Hai una scrittura che varia, in alcune parti chirurgica (alla Mazzantini, ma non è un complimento, perché i critici la stroncano sempre), in altre più lineare, descrittiva, quasi classica.

    La trama è originale, avvincente.

    Complimenti Stefano, hai tutto ciò che serve per crederci veramente.

  41. Silvia P. says:

    Che sorpresa questo libro! si divora,confermo. Sia per la storia che per la scrittura..scorrevole,energica? ,svelta. I miei migliori complimenti,quando poi incontrerò l’autore..glieli farò di persona ? Non è da tutti avere la possibilità di incontrarlo per strada..

  42. Giancarlo B. says:

    Bello. Un libro che si legge bene e in modo molto piacevole. Il desiderio nel leggere è quello che la storia non finisca ma continui, come per un bel film non si vorrebbe che arrivassero i titoli di coda.

  43. Michela Folco says:

    ciao Stefano
    ti rubo solo 2 secondi per farti i complimenti per il libro….. FENOMENALE!!!!!
    Non mi aspettavo un finale così anzi..
    All’inizio era partito un po’ in sordina… poi mi ha preso tantissimo e il finale…..ti fa rivedere tutta la storia sotto un altro punto di vista.

    Ti ringrazio per avermi dato la possibilità di leggere un bel libro…

  44. Andrea Aldrighetti says:

    Ho finito oggi la lettura di “non ti svegliare”. dopo un inizio che disorienta un po’, il libro parte, decolla, prende quota, rimane in alto.
    Ha una trama solida, ben pensata e ben realizzata. la struttura narrativa è precisa ed organizzata, tutti i tasselli trovano il loro posto nei tempi giusti. le vicende si intrecciano, si dipanano e la “telecamera” letteraria stacca proprio nei momenti giusti, lasciando alta la tensione e la curiosità nel lettore. ottima anche la “colonna sonora” e le ambientazioni, rese con la vividità che è propria di chi sa di cosa parla. però quello che mi ha impressionato di più è il gusto della metafora e dell’immagine, elementi che avvicinano alcune delle descrizioni e delle situazioni al linguaggio che è proprio della poesia.
    Un ottimo inizio (anche se non è corretto indicare quest’opera come un inizio: sarebbe riduttivo). in ultima analisi, un libro che raccomanderei. un libro che raccomanderò.

    aa.

  45. rosanna tisato says:

    complimenti …ho letto il libro ” non ti svegliare”direi OTTIMO..ANZI PIù CHE OTTIMO… non sono un critico ..ma mi piace leggere dei buoni libri e il tuo lo è….perciò sta bene nella mia libreria assieme ad Orianna Fallaci, a Dan Brown,a Khaled Hosseini e altri scrittori famosi….complimenti ancora ..ciaooo Rosanna

  46. Nicola Albi says:

    In ogni racconto o romanzo indirettamente si ripercorrono luoghi, situazioni, personaggi, emozioni e sogni del nostro interiore più nascosto e profondo.La ricerca di una e delle verità devono accompagnarci lungo il cammino che ci porterà a comprendere l’ ousìa.
    Mi immergerò tra le tue righe per scovare tratti e sfumature magari un tempo condivise. Un plauso e un buon proseguimento sulle ali della fantasia.
    Nicola Albi.

  47. Elisa says:

    E’ un libro bellissimo, di quelli che meritano di fare strada perchè ti immergono completamente nella storia. Ho fatto un po’ di fatica all’inizio perchè non si capiva bene il protagonista ma poi l’ho divorato, leggendo in tutti i momenti liberi, anche fino a tardi, perchè perdevo la concezione del tempo e volevo solo andare avanti. Inoltre mi è piaciuto molto ritrovare nel libro i luoghi, i personaggi, ma anche Rubens che prepara i cocktail e si sdraia sul divano ad ascoltare musica con gli amplificatori costruiti da lui…mi ricorda un po’ qualcuno! La trama poi è complicata e il finale lascia a bocca aperta. Bravo, continua così che voglio poter leggere il prima possibile un altro libro così coinvolgente.

  48. claudio dalla massara says:

    Credo di non avere mai letto un giallo e forse posso continuare a dire così anche dopo, “Non ti svegliare”. Catalogarlo come giallo è riduttivo. E’ un romanzo che evidenzia una ricchezza ed un’originalità linguistico/letteraria non comune. Descrive l’interiorità dei personaggi in modo minuzioso ed ognuno può trovare qualcosa o qualcuno in cui rispecchiarsi. Offre delle radiografie accurate dei rapporti tra i vari personaggi. Incisiva la critica del “sistema nordest” e delle relazioni economiche e professionali stile “multinazionale”.
    Geniale Stefano.
    claudio dm

NON TI SVEGLIARE – La recensione di Emiliano Grisostolo

La Recensione di Emiliano Grisostolo

Il giudizio spassionato di uno degli scrittori-sceneggiatori-recensori più dinamici del Friuli Venezia Giulia!

Non ti svegliare… Sussurra una voce. Una voce che non ha volto, una voce che ripercorre una vita intera, che corre parallela ad una trama fluida ma ben elaborata. Due storie che si intrecciano verso un punto di fuga, perso in quella nebbia lattiginosa che l’autore Stefano Visonà ha sapientemente dipinto tra le pagine di questo romanzo, come un quadro ipnotico, come quegli stereogrammi che osservandoli, se ti concentri, ti svelano il loro segreto. Un’immagine nascosta, gelosamente celata. Un disegno che va oltre gli spazi, che con i suoi luoghi ti accompagna tra la bassa immersa in un mondo vicino e magico, reale e isolato, dove ogni luogo ha la forza di essere reale. Questo è Non ti svegliare, di Visonà, pubblicato da CIESSE Edizioni, un romanzo forte, che ti cattura, ti trascina dentro quella nebbia che l’autore ha sapientemente dosato, calandoci attraverso i suoi personaggi, molto ben riusciti, in un Veneto vero, presente in ogni pagina con la forza di chi ama questa terra. Una terra di industrie dove l’ottimo giallo di Stefano Visonà ha trovato la giusta dimensione, la scenografia adatta per fare da sfondo ad una storia complessa, e a tratti riflessiva. Un percorso intricato in cui solo ad un certo punto inizieremo a capire i diversi punti di vista, i segreti di questa trama, sapientemente celati e raccontati con un ottimo lavoro di montaggio che accompagna il lettore, senza sosta, verso quel punto di fuga che appare sempre più distante. Ma che, in fine, saprà raccontarci la verità, una verità dura.

Un lavoro scritto con uno stile cinematografico, semplice ma interessante, con dialoghi potenzialmente reali e ben scritti, con uno studio meticoloso che va dalla medicina alla giurisprudenza, passando dalla creazione di una multinazionale per giungere alla passione per la musica dei protagonisti; un romanzo giallo di alto livello, che merita in pieno la segnalazione al XXIII Premio Italo Calvino 2010, che con le sue 400 pagine ti terrà incollato alla storia fino a tarda notte, perché anche tu non ti vorrai svegliare.

Lettura consigliata.

NON TI SVEGLIARE – Una recensione a tradimento

Recensione prof. Nicoletta Nicolin Tonelato

Avevo chiesto alla più nota, entusiasta e severa docente di Liceo Classico del Basso Vicentino di intervenire alla mia prima presentazione pubblica di NON TI SVEGLIARE.  Prima di accettare, ha voluto ovviamente leggere il libro. E poi, “a tradimento”, mi ha messo nero su bianco quello che pensava della mia fatica.

Questo è il suo giudizio, in origine scritto solo per me, ma che io ora, altrettanto “a tradimento” faccio vedere a tutti:

“Non ci sono più le nebbie di una volta, quelle di quando ti toccava smontare dalla macchina per trovare la strada che portava al portone di casa, che non si alzavano per otto giorni, ma se andavi al Botteghino,  prendevi il caffè al sole e le punte dei colli sembravano atolli nell’ oceano, di nebbia si intende. L’ inizio e un bel pezzo del romanzo è così: la nebbia avviluppa e copre le cose  al punto da paralizzare o comunque frenare ogni slancio vitale; solo la corsa incomprensibile e demenziale dell’ auto si fa beffe  del muro lattiginoso, coinvolgendo il lettore nei sempre più azzardati sorpassi fino a sfinirlo, così che l’esito scontato e tragico quasi lo solleva. Per tutto il libro ci si muove dentro un’ atmosfera densa e molto pesante da respirare, che grava assieme alla vita di Rubens, l’avvocato-indagatore, che stenta a decollare nella sua realizzazione professionale e affettiva. Questo molto credibile avvocato non diventa mai super eroe, è inseguito dai dubbi, patisce normali delusioni e sembra spesso finire in vicoli senza uscita,dai quali sono la sua intelligenza e sensibilità a trovare il varco. Non ha alleati, si muove in una vicentinità che non conosce più bellezza, che puzza di marcio e imbecillità; per questo la figura  di Celeste, detective simenoniano suo complice, riscalda le pagine e ci rincuora con un po’ di simpatia. Il protagonista non  ha intorno persone cordiali e i già scarni rapporti coi colleghi naufragano  assieme al suo prestigio professionale quando  il tirannico capo del mega studio legale  lo espelle, travolgendolo di contumelie che sarebbe stato divertente sentire nella tragicomica esagerazione. Ho imparato molto sui nuovi ambiti legali e sulle tecniche che governano i rapporti interpersonali, come il metodo L.E.A.L.T.A.  Ho condiviso certe critiche alla trasformazione-deformazione del territorio e molta severità di giudizi sulla società presa in analisi. Ho riconosciuto Monteforte, Soave ( senza alcuna concessione alla sua grazia, possibile?),la trattoria Castello di Sorio, Severino.

Lo scrittore presuppone un lettore colto, versatile, analitico, paziente nell’attesa di un’apertura, appassionato di musica anni ’80, di anatomia, di diritto e di edilizia, perché tutto concorre ed è funzionale alla soluzione.

Interrompendo la sequenza narrativa e spiazzando non poco il lettore, corre in parallelo una storia di vecchie amicizie, partite da una adolescenza cameratesca infarcita di musica e moto e poi dissolte nei pantani dell’ esistenza.  Questo fluviale memoriale in corsivo è un romanzo nel romanzo, che si interseca con le ricerche  e sembra andare per conto suo nello scandagliare la vita di provincia e i miti che orientavano quelle giovinezze. Fino all’ ultimo non si sa chi sia questo soggetto che si racconta per un tempo lentissimo e si approfitta di poliziotti  o carabinieri santi subito.  A sprazzi, la Lonigo delle corse di speedway  dei complessini musicali, delle strade sui colli, del Circolo, occhieggia ma rimane un fondale senza sole e scialbi colori. In questo libro non viene mai estate, il mondo sembra  desolato come la mente  lucidissima eppure ottenebrata del pluriomicida.

Lo  stile del libro è analitico, minuzioso e nel primo capitolo  fa  vivere dall’ interno una stranissima sensazione corporea della vittima che soltanto nella tecnicissima spiegazione del medico  troverà giustificazione e renderà preziosi i virtuosismi descrittivi   che  ci permettono di capire  la criminale e patologica raffinatezza dell’ assassino. L’ autore è uno scaltro tessitore di trame contorte che solo alla fine  si collegano, componendo uno scenario convincente.

Eleganti e raffinati gli incipit dei capitoli  20 e 23. Proprio perché il materiale è abbondante di informazioni, particolari eruditi, formazione musicale da iniziati, risvolti legali sapienti, sarebbe stata auspicabile una potatura severa, una autoriduzione delle minuzie non imprescindibili affinchè risaltassero gli elementi più significativi e gli snodi fondamentali del divenire della storia. Però l’ autore ama Joyce, il flusso di coscienza, la frantumazione dei movimenti, il catalogo degli oggetti e il  riverbero  dei pensieri  in arabeschi complicati e siccome il libro è suo, fa bene.”

NON TI SVEGLIARE – Le recensioni dei primi Lettori

Le Recensioni dei primi lettori

Ecco qui i commenti dei “primi lettori”, quelli a cui ho fatto leggere il manoscritto o il libro appena stampato, quando NON TI SVEGLIARE era sconosciuto ed il sito non era ancora operativo.

A voi va il mio ringraziamento più grande e soprattutto un posto speciale qui dentro. Ehi, ho le mani sul petto e per “qui” intendo proprio qui, nel cuore. Non solo per l’entusiasmo, l’amicizia e l’enorme disponibilità dimostrata, ma anche perché siete il mio primo vero pubblico. GRAZIE. Sul serio.

Il libro mi ha lentamente ed inesorabilmente inghiottito come sabbie mobili.

I capitoli iniziali un po’ meno incalzanti, ma suggestivi di suspance, si sente una penna  che trasuda giallo. Poi sono stato inghiottito, lentamente ed inesorabilmente come sabbie mobili. Ho “studiato le carte” fino a notte fonda con l’avvocato Gatto, ho sciolto lentamente il rompicapo in antagonismo con il PM, il dott. Vanni. Alla fine … in claris non fit intepretatio… avevo intuito giusto. Complimenti! Dal fratello non adottato. Roberto Pelloso – Avvocato Penalista.

 

Bello! Bellissimo!

Ti tiene sempre con il fiato sospeso. Avrei voluto non mangiare, non dormire, non fare nulla, solo leggere e poi leggere. E quando è finito ho ricominciato dall’inizio per riassaporare fino in fondo il tutto ed immergermi nei personaggi, nei fatti, nei luoghi. Complimenti, davvero! Ines Bevilacqua – Casalinga.

 

Dopo aver finito, non sono più riuscita a leggere niente per un po’.

Mi è capitato poche volte, solo con i libri migliori. Non puoi uscire da quel mondo, non riesci a staccarti e… niente, non puoi cominciare qualcos’altro. Devi aspettare. Proprio bello, sì. Bravo. Lucia Zanoni – Imprenditrice.

 

“Succhiato”, proprio, “con la cannuccia”.

In un attimo. All’inizio lo devi capire, entrare nella storia, poi il resto… Verso la fine pensi di intuire ed invece… Ero scettica a dire il vero, pensavo sì a qualcosa di.. ma non così! Non sembra nemmeno un primo lavoro. Tutti i collegamenti che si chiudono, i dettagli, le sottotrame… E poi ha delle similitudini belissime, un’atmosfera… Bellissimo. Veramente. Monica Pasqualato – Parrucchiera.

 

Adesso aspetto il seguito!

Voglio sapere cosa ne sarà di Eleonora, di Rubens e degli altri personaggi. I primi capitoli fai un po’ fatica, forse perchè non riesci bene ad individuare chi sia il protagonista. Poi ci finisci dentro e cerchi di sfruttare ogni momento libero per andare avanti, in pausa pranzo, la sera… La trama è intricata, ben contorta, avevo immaginato che poteva essere…, ma non pensavo che invece… Quello mi ha colto proprio di sorpresa. Cristina Cola – Avvocato.

 

Avvincente. Semplicemente avvincente, questo è il termine adatto.

E poi costruito bene, anche tecnicamente. Non pensavo, proprio, che un ingegnere potesse scrivere così… insomma, anche dal punto di vista legale, oppure medico, è preciso, dettagliato, ineccepibile. Anna Masenello – Avvocato.

 

Ben strutturato, imprevedibile, con uno spiccato stile personale.

Ho appena finito di leggere il tuo romanzo, o meglio di divorarlo in tutti i momenti liberi, notti comprese. Cosa posso dire? Bravo, davvero! Ha tutto quello che serve per diventare un grande successo editoriale: ben strutturato, imprevedibile, con uno spiccato stile personale. Laura Marchioni – Biologa

 

Che razza di mente contorta!

Ecco cos’ho pensato, potresti veramente essere un pericolo per tua moglie…  Daniela Lovato – Insegnante

 

Coinvolgente! Ho divorato il libro in due soli giorni!

L’ho iniziato ed ho voluto finirlo subito. Non ho fatto altro che leggere, leggere, leggere, per arrivare in fondo al più presto. E’ proprio coinvolgente! Silvia Menti – Impiegata

 

Complimenti! Sono rimasto colpito. Molto, molto, molto favorevolmente.

Non pensavo. Leggi una cosa bella, piacevole, intelligente. Ben scritta, ben costruita, accattivante. Bello, bello. Bravo. Dobbiamo fare qualcosa, promuoverlo, farlo conoscere. Dai, organizziamo un evento, una serata con musica dal vivo. Decidi solo quando… Fabio Zanin – Ingegnere e musicista